23 May 2019

Mobilità: un futuro non solo elettrico

fieramilano Rho (Milano), 15 maggio 2019 – La seconda giornata di Made in Steel si chiude con un successo di pubblico. Il tema principale della Conference & Exhibition è stato la mobilità, con un convegno dedicato alle prospettive future per un comparto che, per la filiera siderurgica, rappresenta un cliente di primaria importanza.

Elettrico, ma non solo. Il mondo dei trasporti, siano essi su ruota, commerciali, privati, o su ferrovia si trova di fronte a sfide che richiedono risposte articolate. Questo è emerso durante il convegno THE FUTURE OF END-USERS: THE SUSTAINABLE MOBILITY, organizzato durante la seconda giornata di Made in Steel, la Conference & Exhibition della filiera dell’acciaio.

Da un lato, il settore «è sottoposto almeno a tre forti spinte: maggior attenzione all’impatto ambientale, maggiore sicurezza e una superiore efficienza – ha spiegato Gianpiero Mastinu, docente del Politecnico di Milano e segretario del Cluster lombardo della mobilità -. In quest’ottica alcuni Stati hanno scelto una via integrale, come l’Olanda che ha vietato la vendita di auto a combustione interna dopo il 2030, mentre gli outlook delle aziende di consulenza prevedono nei prossimi 20 anni una quota di mercato del 50% dell’elettrico e del 50% dell’alimentazione tradizionale».

Il passaggio all’elettrico, però, porta con sé altre problematiche. In primo luogo, la sostenibilità economica della soluzione. In secondo luogo, per le possibilità tecnologiche. «Per i veicoli commerciali – ha aggiunto Sergio Carpentiere, chief purchasing officer CNH Industrial – l’elettrico non garantisce le potenze necessarie all’impiego in ambito lavorativo, quindi è probabile che in futuro l’alimentazione tradizionale, o con combustibili alternativi, come il gas, affianchi l’elettrico».

Lo stesso vale per i trattori: Giovanni Esposito, direttore innovazione Argo Tractors, ha dichiarato che, secondo le prove realizzate dalla propria impresa, al momento con le tecnologie disponibili «per far funzionare un trattore servirebbe una batteria da 6 metri cubi, una soluzione impraticabile». Attualmente, secondo Esposito «siamo in un momento di passaggio: è in corso un assestamento dal punto di vista tecnologico, non siamo ancora al punto di arrivo». Si aprono quindi molti scenari per il futuro, soprattutto per i veicoli commerciali dove «ci sono interessanti prospettive per gli e-fuel, combustibili che derivano da biomasse e che potrebbero essere impiegati soprattutto in agricoltura, dove c’è la teorica possibilità per gli agricoltori di auto-produrre i combustibili».

Un passaggio totale all’elettrico, inoltre, aprirebbe problematiche geopolitiche: «per produrre le batterie sono indispensabili nickel, litio e cobalto, materiali poco disponibili o, nel caso del cobalto, estratti in una sola nazionale, il Congo – ha detto Carlo Mapelli, docente al Politecnico di Milano -. Questa dipendenza da un mono produttore potrebbe avere un grande impatto dal punto di vista politico-strategico, con rischi superiori a quelli dell’approvvigionamento degli idrocarburi». Quindi, secondo Mapelli, «credo l’ibrido sarà la piattaforma vincente nei prossimi anni». Per il futuro più lontano, invece, anche l’idrogeno ha grandi potenzialità, correlate però a sfide tecnologiche che devono ancora essere vinte.

Infine, oltre al singolo mezzo, il futuro dei trasporti si determinerà a livello più ampio. «Da qui al 2050 in Ue il 50% della popolazione vivrà nelle cosiddette megacity – ha concluso Andrea Gibelli, presidente FNM -. Non si può pensare alla mobilità senza un piano integrato che consenta alle persone di muoversi in modo efficiente su lunghe distanze. È necessario costruire una vera e propria filiera della mobilità, nella quale ci sia una cooperazione tra città e tra regioni e che integri trasporto pubblico e privato, ruota e rotaia in una visione ampia che renda il sistema competitivo».

Integrazione, cooperazione, sostenibilità e varietà di soluzioni: sembra quindi essere questo il profilo del trasporto dei prossimi anni.

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