15 Dec 2017

Bilanci d’Acciaio: con Siderweb i numeri economico-finanziari della filiera italiana

Complice la frenata produttiva dell’Ucraina, provata dal conflitto, a ottobre l’Italia è tornata nella top 10 della classifica mondiale dell’acciaio, in decima posizione. La produzione nazionale è salita a quota 2,275 milioni di tonnellate nel decimo mese dell’anno, in aumento di circa il 6% rispetto allo stesso mese del 2016. L’output totale ha superato i 20 milioni di tonnellate (20,075), segnando una crescita del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima.

Un anno, il 2017, nel quale la filiera siderurgica ha fatto registrare performance più elevate rispetto all’anno precedente.  Il comparto sta ancora attraversando anni di grande difficoltà, ma già dal 2016 ha cominciato a restituire segnali positivi dal punto di vista economico-finanziario, facendo registrare un progresso della marginalità media. È questa la conclusione cui è approdata Bilanci d’Acciaio, l’analisi dell’Ufficio Studi di Siderweb, l’organizzatrice di Made in Steel, che ha valutato la situazione reddituale, finanziaria e patrimoniale delle imprese siderurgiche nazionali attraverso la lettura e l’interpretazione dei dati derivanti dai bilanci di esercizio 2016. Sono stati analizzati 3700 bilanci, contro i 3400 dell’edizione 2016, di imprese appartenenti a 5 comparti: produzione di acciaio, centri servizio, distribuzione, commercio di rottame e ferroleghe, utilizzatori.

«Nella prima edizione esaminammo i conti economici chiusi al 31 dicembre 2008, l’anno della Grande Crisi. Da allora molte aziende hanno cambiato drasticamente il loro modo di operare, altre hanno chiuso, si sono ristrutturate o sono passate di mano. Ciò che balza agli occhi – dichiara Emanuele Morandi, CEO di Made in Steel e presidente di Siderweb – è che le imprese che sono rimaste attive hanno aumentato il loro peso in termini di fatturato e di valore aggiunto, mentre quelle definite “fragili” l’hanno diminuito. La ripresa ancora timida che stiamo vivendo (e che ci auguriamo si possa consolidare) vede allargarsi il divario tra chi ha saputo puntare su innovazione, miglioramenti organizzativi, formazione, marketing, e le aziende che sono ancora attardate rispetto ai paradigmi più evoluti».

Quanto al contesto operativo, si sta assistendo ad un generale miglioramento di tutte le variabili macroeconomiche, «a partire dal PIL, che sale al ritmo più sostenuto che il Paese abbia sperimentato nell’ultimo decennio (+1,5%). La filiera dell’acciaio – spiega Stefano Ferrari, responsabile dell’Ufficio Studi di Siderweb – risente positivamente della crescita degli investimenti fissi lordi, che quest’anno sono saliti del 3,1% e che tra il 2018 ed il 2020 cresceranno del 2,2%-3,0%» Anche le costruzioni contribuiranno alla crescita del consumo di acciaio, con gli investimenti nel settore che saliranno dell’1%-2% annuo fino al 2020». Sempre stando alle previsioni di Siderweb – La community dell’acciaio, «quest’anno il consumo di acciaio crescerà dell’1,5% circa. Per il 2018 ci sarà un effetto di trascinamento legato agli investimenti in macchine e apparecchi meccanici a seguito degli incentivi per “industria 4.0”, che porterà ad una maggiore crescita del consumo di acciaio (+1,8%)».

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