L’Unione europea ha rafforzato il Cbam e le norme antielusione

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Il Parlamento europeo ha votato per il rafforzamento del Carbon Border Adjustment Mechanism (Cbam). Con 464 voti favorevoli, 50 contrari e 159 astensioni, l’Eurocamera ha sostenuto le proposte delle Commissione per estendere significativamente l’applicazione del meccanismo a un ampio elenco di prodotti a valle. Non solo, la posizione approvata dagli eurodeputati va ben oltre ai circa di 180 nuovi beni ad alta intensità di acciaio o alluminio indicati dall’Esecutivo comunitario, arrivando a una lista di più di 450 prodotti includendo categorie come la componentistica industriale, gli elettrodomestici, i pannelli solari e le pompe di calore.

L’esigenza di estendere l’efficacia dello strumento era emersa durante la fase transitoria del Cbam. A sollevarla erano state le aziende e le associazioni siderurgiche durante il dialogo promosso dalla Commissione europea per stilate il Piano d’azione per l’acciaio e i metalli presentato a marzo 2025. Durante quegli incontri, infatti, i rappresentati del comparto avevano presentato le proprie proposte per una revisione del meccanismo e, fra queste, quella di un’estensione del suo campo di applicazioni a determinati prodotti a valle, includendo anche un rafforzamento delle misure antielusione. I rischi principali, indicati dai partecipanti ai tavoli istituzionali, erano soprattutto legati ad uno spostamento della produzione di beni ad alta intensità di acciaio verso Paesi con regole climatiche meno stringenti per aggirare i vincoli Ue e accedere al mercato dell’eurozona. In questo senso, il Parlamento comunitario ha approvato una posizione nella quale ha proposto anche di rafforzare le misure antielusione, allargando il ventaglio di possibili piccole modifiche apportabili a un prodotto da considerare come un tentativo di aggiramento del Cbam. Inoltre, è stato chiesto di consentire alla Commissione di applicare i valori sulle emissioni predefiniti del Paese d’origine quando viene accertata un’elusione sistematica o modelli reiterati d’inosservanza delle norme.

Al contrario, l’Eurocamera ha respinto la proposta della Commissione sull’esclusione temporanea di determinati prodotti Cbam di fronte a episodi di forti aumenti di prezzo. Piuttosto, il Parlamento ha suggerito di reindirizzare le entrate generate dal Cbam verso i settori più colpiti. E, allo stesso modo, è stata respinta anche la possibilità di utilizzare i crediti CO₂ previsti dall’art. 6 dell’Accordo di Parigi per compensare gli obblighi Cbam, poiché la questione dovrebbe essere discussa nell’ambito della prossima revisione dell’Ets.

Nella stessa giornata, è stata poi adottata la posizione sul Fondo temporaneo per la decarbonizzazione, pensato per sostenere le industrie più esposte al rischio di delocalizzazione produttiva durante la progressiva eliminazione delle quote gratuite ETS. Gli eurodeputati hanno chiesto di anticipare gli aiuti finanziari e di estendere il sostegno anche al settore dei fertilizzanti e ad altre attività particolarmente colpite dai costi della transizione climatica.

Sul fronte degli ETS, il Parlamento ha approvato due interventi distinti. Da un lato, ha confermato le modifiche alla riserva di stabilità del mercato ETS1, innalzando da 400 a 650 milioni di quote la soglia oltre la quale scatterà la cancellazione automatica dei permessi in eccesso a partire dal 1° febbraio 2027. Dall'altro, è arrivato il via libera all'accordo con il Consiglio sulla riserva di stabilità del sistema ETS2, che riguarda edifici, trasporto stradale e altri settori. L'obiettivo è contenere eventuali forti oscillazioni dei prezzi e tutelare consumatori e imprese.

Ora la parola passa al Consiglio dell'Unione europea, chiamato a completare l'iter legislativo che porterà all'approvazione definitiva dei provvedimenti e alla loro entrata in vigore.

 

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