Made in Steel 2027 sarà un evento sempre più internazionale.
Al fianco di Fiera Milano, il nostro progetto di crescita guarda al futuro della siderurgia con un’idea precisa: oggi non basta più presentare prodotti. Serve presentare una visione. Serve raccontare dove sta andando l’industria e serve identificare quale ruolo vogliamo avere nel cambiamento.
Il futuro dell’acciaio passa dall’innovazione, dalla tecnologia, dalla sostenibilità e dalla capacità di anticipare i nuovi scenari industriali. In un contesto globale che cambia rapidamente, la competitività non si misura soltanto nella produzione, ma nella capacità di trasformare R&D, investimenti e competenze in sviluppo concreto.
Non è un caso che nel 2025 il Premio Nobel per l’Economia sia stato assegnato a Philippe Aghion, che ha ripreso e modernizzato il pensiero di Joseph Schumpeter sulla “distruzione creatrice”: il progresso economico nasce quando nuove idee, nuove tecnologie e nuovi modelli sostituiscono quelli ormai superati, generando produttività, crescita e benessere collettivo.
È una lezione che riguarda da vicino anche la siderurgia europea. La lunga crisi dell’ex Ilva, che accompagna il nostro Paese da oltre un decennio, è stata soprattutto la crisi di una visione industriale mancata: obiettivi spesso contraddittori, decisioni rinviate, assenza di una strategia chiara e di lungo periodo. Eppure, una politica industriale efficace richiederebbe principi semplici: conoscere il contesto competitivo, definire obiettivi coerenti e investire con continuità sulle risorse industriali, tecnologiche e umane.
È proprio da queste riflessioni che è nato il rapporto “Industria & Acciaio 2050”, la nostra visione strategica presentata a Milano durante il siderweb FORUM dello scorso maggio. Un lavoro che prova ad alzare lo sguardo oltre l’emergenza e oltre il breve periodo, per ragionare sul ruolo che la siderurgia italiana ed europea potranno avere nei prossimi decenni.
Una sintesi efficace di questa visione è contenuta anche nell’intervista rilasciata di recente dal curatore dell’analisi, il professor Gianfranco Tosini dell’Ufficio Studi siderweb, al Giornale di Brescia, dove emergono con chiarezza tre punti fondamentali: l’Italia parte da una posizione avvantaggiata dal punto di vista della decarbonizzazione, grazie a una siderurgia fortemente orientata al forno elettrico e quindi già più sostenibile rispetto ad altri grandi produttori mondiali; non possiamo permetterci immobilismi, perché i grandi Paesi asiatici si stanno muovendo con velocità, strategie industriali e supporti pubblici molto più efficaci; il futuro non si giocherà sulle commodity e sulla competizione di prezzo, ma sulla capacità di produrre acciai ad alto valore aggiunto, sempre più “verdi” e “intelligenti”, integrati con innovazione tecnologica, sostenibilità e prestazioni avanzate.
Le misure di difesa commerciale possono avere senso solo se ci aiutano a guadagnare tempo per costruire una strategia industriale forte. Proteggersi non basta: bisogna innovare, investire e avere il coraggio di immaginare il futuro.
Per questo Made in Steel 2027 vuole essere molto più di una Conference & Exhibition. Vuole diventare uno spazio internazionale di confronto, idee e visione. Un luogo capace di far dialogare industria, economia, innovazione e cultura industriale. È in questa prospettiva che puntiamo a portare a Made in Steel voci autorevoli, proprio come Philippe Aghion, per aiutarci ad alzare lo sguardo, leggere il cambiamento e costruire nuove traiettorie di crescita.
Perché oggi, più che mai, restare fermi non è un’opzione.
Francesca Morandi e Paolo Morandi